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Il Cloro: cos’è, le varie tipologie, come si usa in piscina

Il Cloro: cos’è, le varie tipologie, come si usa in piscina

TIpologie di cloro:

  • Il cloro gas è quello prodotto dai sistemi ad elettrolisi del sale, il cloro utile è al 100%.
  • ipoclorito di sodio si trova in forma liquida, usato normalmente con i dosatori automatici ha un alto potere ossidante ma il contenuto di cloro utile è circa il 10-15% inoltre avendo un ph pari a 13 tende a modificare anche quello in vasca.
  • ipoclorito di calcio, si trova in polvere ha un forte potere ossidante e tende a formare incrostazioni e depositi. Il cloro utile è del 65%.
  • cloro in pastiglietricloro (cloroisocianurati) polvere, in commercio si trova in pastiglie ed è utilizzato per la normale disinfezione mediante l’uso dei galleggianti, o attraverso lambitori, contiene uno stabilizzante (acido isocianurico) che consente al cloro di resistere ai raggi ultravioletti scarsamente ossidante. Cloro utile 90%.
  • dicloro (clorisocianurati) in polvere normalmente usato per il trattamento shock si scioglie velocemente ma la presenza di isocianurati lo rendono persistente e stabile ai raggi ultravioletti. Concentrazione del 55-63%.

Il corretto dosaggio si ha quando immettiamo in vasca il minimo quantitativo di disinfettante sufficiente a debellare la maggior quantità di batteri nel tempo stabilito.

La tabella evidenzia tale equazione:

Sappiamo che dopo un trattamento shock che serve a disinfettare l’acqua riducendo il numero di microrganismi patogeni e non patogeni in modo che non vi siano rischi per la salute umana, per il mantenimento dell’acqua sana è sufficiente tenere il livello di cloro libero compreso tra 0,8 e 1,5 ppm mentre per le cloroammine o cloro combinato deve essere inferiore a 0,4 ppm. Abbiamo visto, che alcuni dei prodotti per la disinfezione delle piscine contengono uno stabilizzante (isocianurati), anche questi non devono superare la soglia massima di 0,75 ppm per non compromettere l’efficacia del cloro.

 Anche il ph ha un’influenza sul cloro in vasca, infatti più è basso e maggiore è la sua efficacia. Il consiglio è comunque di non abbassarlo troppo, il ph eccessivamente basso rende l’acqua più aggressiva sui componenti della piscina e irritante per i bagnanti, anche qui il punto di maggior rendimento sarebbe quello di tenere il ph compreso tra 6,8 e 7,2 per avere un’efficacia del cloro che varia tra 78% e 82%

Ora la parte pratica:
Per eseguire il trattamento shock iniziale dobbiamo introdurre nell’acqua tra 10 e 15 ppm di cloro libero o 10/15 gr al metro cubo per cui dopo aver misurato la piscina e stabilito i mc mettiamo il caso 70mc so che devo introdurre 70mc x 15gr = 1050gr di cloro. Decido di eseguire il trattamento con dicloro che ha una concentrazione del 55% devo fare una proporzione 1050 : 55 x 100 = 1900 gr di dicloro granulare 2 kg circa. Il cloro deve essere sciolto in un secchio prima di essere distribuito (perché potrebbe macchiare il telo) sulla superficie e con la filtrazione accesa. Lasciare la filtrazione accesa h24, il cloro per eliminare i batteri deve entrarvi in contatto.

Nei giorni successivi se non si dispone di un dispositivo automatico, bisogna controllare frequentemente la concentrazione di cloro e quando arriva al valore ideale di 1 ppm aggiungere la pastiglia di tricloro tramite galleggiante o nel sistema a lambimento, nello skimmer meglio di no, questa sciogliendosi lentamente manterrà il valore di cloro più o meno costante è buona norma comunque eseguire sempre delle letture in quanto la presenza di cloro varia anche a seconda di altri fattori ad es la temperatura, le piogge o di quanto è usata la piscina…

Se invece si vuole usare il cloro granulare bisogna seguire le seguenti indicazioni: 1 grammo/giorno per metro cubo d’acqua + 10 grammi per ogni bagnante che nella giornata entra in piscina (seguire le indicazioni prima riportate x calcolare il quantitativo per la vostra piscina). Anche in questo caso è opportuno misurare il cloro presente in vasca in quanto le variabili che influenzano il consumo di cloro sono molteplici.

l’ideale è comunque usare un dosatore automatico, con ipoclorito di sodio liquido questo permette di utilizzare un quantitativo minimo di cloro, la pompa dosatrice si attiverà solo quando ce ne sarà necessità, facendo letture costanti e precise si evitano gli sprechi e i picchi di cloro che favoriscono invece la formazione di clorammine.